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Guerra dei Cento Anni

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foto 1 1 – Eduardo III, re d’Inghilterra ed il suo porta stendardo Sir John Beauchamp durante la campagna di Francia del 1346.

I “leopardi” d’Inghilterra sono dipinti nello stile di quelli visibili nel frammento di coverta conservato presso il Musée de Cluny di Parigi. Cavalli (nudi) Eisenbach. Figura a cavallo auto costruita. Figura a piedi: trasformazione di una figura “La Fortezza”. 54 mm..

 

 

 

foto 2 2 – Eustache de Ribeaumont, portatore del Gran Stendardo di Francia alla battaglia di Poitiers, 1356. Autocostruito. 54 mm..

 

 

 

 

foto 3 3 – Reinard von Ouhar, portatore della bandiera di Boemia per Giovanni di Lussemburgo detto“il Cieco”, re di detto luogo, alla battaglia di Crécy, 1346. Cavallo (nudo) A. Iotti. Figura auto costruita. 54 mm..

 

 

 

 

foto 4 4 – Assoldati dal re di Francia, i balestrieri “Genovesi” del Grimaldi  arretrano in disordine sotto il tiro degli arcieri inglesi. Battaglia di Crécy, 1346. Figure auto costruite. 54 mm..

 

 

 

 

foto 5 5 – Il cavaliere inglese Gilles de Beauchamp durante l’assedio di Calais, 1346. Base Pegaso, testa e braccia dell’autore. 54 mm..

 

 

 

 

foto 6 6 – Enrico Plantageneto, conte del Devon e duca di Lancaster,  1350/60.

Il personaggio alza in segno di vittoria la lancia, spezzata durante uno scontro cortese. Cavallo (nudo) A. Iotti. Figura auto costruita. 54 mm..

 

 

 

 

foto 7 7 – I fratelli Sir Otho e Sir Thomas Holand durante la guerra di Bretagna del 1355.

Otho differenzia il suo stemma con un crescente (falce di luna) nero sulla spalla del leone “guardante”. Cavallo (nudo) Eisenbach. Figure auto costruite. 54 mm..

 

 

 

 

foto 8 8 – Ralph, primo conte Stafford(1350), qui proposto nell’anno 1347 quando era uno dei capitani inglesi della città di Calais conquistata. Composizione ottenuta con l’utilizzo di materiali vari. 54 mm..

 

 

 

 

foto 9 9 – Il re di Francia Giovanni II, detto “il Buono”, così come si narra dovesse apparire nella giornata di Poitiers.

L’elmo è ispirato ad uno dei rari elmi chiusi trecenteschi pervenutici, il così detto “elmo Prank”, datato intorno al 1350. Trasformazione di una figura Elite. 54 mm..

 

 

 

 

foto 10 10 – Sir Miles Stapleton  intorno al 1360.

La presenza del cimiero, oltre all’arcione anteriore avvolgente ed all’arcaica baviera a rinforzo dell’elmo, testimoniano un equipaggiamento per il gioco guerresco. Cavallo (nudo) Elisena. Figura auto costruita. 54 mm..

 

 

 

 

foto 1 11 – Guillaume de Melun, arcivescovo di Sens, alla battaglia di Poitiers, 1356.

Ai prelati era vietato l’uso di armi taglienti, da cui la mazza. Figura auto costruita. 54 mm..

 

 

 

 

foto 12 12 – William Montacute, conte di Salisbury, comandante della retroguardia inglese alla battaglia di Poitiers, 1356.

Le tre gambe congiunte sono lo stemma dell’isola di Man. Cavallo Elisena modificato. Figura auto costruita. 54 mm..

 

 

 

 

foto 13 13 – Il cavaliere francese Jean, seigneur de Bellefourière, caduto alla battaglia di Poitiers, 1356. Cavallo (nudo) A. Iotti. Figura auto costruita. 54 mm..

 

 

 

 

 

foto 14 14 – Jean de Grailly, captal de Buch, torneante. 

Jean de Grailly era il più importante nobile guascone combattente nelle file inglesi. Il cimiero rappresenta una testa di moro con orecchie d’asino. Cavallo (nudo) Eisenbach. Figura auto costruita. 54 mm..

 

 

 

 

foto 15a foto 15b 15 a b – Thomas Beauchamp, terzo conte di Warwich.

Thomas fu uno dei più importanti capo militari durante le campagne in terra di Francia del re d’Inghilterra Eduardo III e di suo figlio, il Principe Nero. Cavallo e figura auto costruiti. 54 mm..

 

 

 

 

foto 16 16 – Carlo di Evreux, detto “il Malvagio”, re di Navarra.

Lo stemma inquarta Navarra con Evreux. Figura auto costruita (anni ‘80). 54 mm..

 

 

 

 

 

foto 17 17 – Il Principe Nero promuove Sir John Chandos da cavaliere “baccelliere” a “banderese” prima della battaglia di Najera, 1367.

In secondo piano è visibile lo stendardo del Principe Nero. Figure auto costruite. 54 mm..

 

 

 

 

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18 a b c d – Ferimento a morte di Sir John Chandos al Ponte di Lussac, 31 dicembre 1369 (1 gennaio 1370?).

La veste troppo lunga ed ingombrante, complice il terreno ghiacciato, fece perdere l’equilibrio a Sir John che, ferito di conseguenza da un colpo di lancia in un occhio, cadde a terra morto dopo pochi attimi. Figure auto costruite. 54 mm..

 

foto 19 19 – Sir Robert Knollys, uno dei più importanti comandanti di “compagnia” durante la Guerra dei Cento Anni .

Il soggetto è tratto da una miniatura datata 1398. Cavallo New Hope. Figura auto costruita 54 mm. (anni ’90).

 

 

 

 

foto 20a foto 20b 20 a b – Balestrieri francesi intorno al 1415.

Il meccanismo di caricamento della balestra è il così detto “a piè di capra”. Figure auto costruite. 54 mm..

 

 

 

 

foto 21 21 – Balestriere francese, XV sec.

Il soggetto ripropone la figura di un balestriere così come lo si trova in una miniatura illustrante un’edizione quattrocentesca delle “Grandes Chroniques de France” di Jean Froissart. Figura auto costruita. 54 mm..

 

 

 

 

foto 22 22 – Lambert d'Oupey, cavaliere lorenese; Crécy, 1346. Figura autocostruita. 54 mm..

 

 

 

foto 23a foto 23b 23 a b – Burian Kaplir Sulevich, cavaliere Boemo; Crécy, 1346. Figura autocostruita. 54 mm..

 

 

 

 

foto 24 24 – Il Landgravio di Leuchtemberg, Crécy, 1346. Figura autocostruita. 54 mm..

 

 

 

 

foto 25 25 – Sir Hamon Mascy, porta bandiera del signore di Arundell; Crécy, 1346. Figura Elite trasformata. 54 mm..

 

 

 

 

foto 26a foto 26b 26 a b – Ottone Doria, comandante di balestrieri genovesi; Crécy, 1346.
La barda del cavallo ha come fonte documentaria gli affreschi in monocromo di Lippo Vanni siti nel Palazzo Pubblico di Siena. Figura autocostruita. 54 mm..

 

 

 

 

foto 27 27 – Arciere a cavallo inglese, 1350-1430. Pezzo unico con uso di materiale PZ. 54 mm..

 

 

 

 

foto 28 28 – Sir Walter Woodland, porta bandiera del Principe Nero, Poitiers, 1356. Cavallo Crécy Models revisionato, figura autocostruita. 54 mm..

 

 

 

 

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29 a b – Sir John Arundell, Poitiers, 1356. Questo personaggio non appartiene alla stessa famiglia citata alla didascalia 25. Si osservi la così detta "arma parlante": Arundell = rondini. Figura autocostruita. 54 mm..

 

 

 

 

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30 a b – Guillaume de Clermont-Nesle, seigneur de Sanchois, Poitiers, 1356. Figura autocostruita. 54 mm..

 

 

 

 

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31 a b – Il re di Francia Filppo VI alla battaglia di Crécy, 1346.(1 gennaio 1370?). La composizone prende spunto da un passo della cronaca di Jean Froissart della battaglia di Crécy, quello in cui il cronista fa pronunciare al re di Francia la frase che dà inizio alla battaglia (vedi la targhetta dell’elaborato). La veste e la coverta del cavallo di Filippo esibiscono il seminato di gigli al pari del grande stendardo reale portato dal sire di Hangest (fonte Wolfgang Friedrich). Il re indossa un bacinetto globulare adatto ad essere usato sotto il grande elmo coronato momentaneamente affidato al porta bandiera. E’ proprio con questa funzione, ed in questa foggia, che nasce la protezione del capo nota come bacinetto. Figure auto costruite. 54 mm..

 

 

 

 

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32 a b c d e f – Giovanni “il Cieco” di Lussemburgo, re di Boemia, alla battaglia di Crécy. (26 Agosto 1346). La scenetta propone uno degli episodi più raccontati della Guerra dei Cento Anni. Siamo alla battaglia di Crécy e Giovanni re di Boemia, cieco, cerca e trova la “bella morte” gettandosi nella mischia in sella al suo cavallo legato (per alcune fonti incatenato) a quei suoi più fidi cavalieri che ne condivideranno la sorte. Nella scenetta il primo a cadere è il capitano di guerra di re Giovanni che Froissart cita come “le Moine de Basele” il cui stemma compare nell’armoriale “Gelre” completo delle sue fantastiche calze rosse. Segue il cavaliere che porta il trinciato d’oro e di rosso. Si tratta di Lisska von Milicin. Più dietro Reinhard von Ouhar porta in battaglia la bandiera del regno di Boemia caricata del leone con la coda biforcuta passata in croce di S. Andrea. Fantastico per chi ama l’araldica l’agrifoglio del suo stemma! Segue il secondo cavaliere incatenato al re: Hron von Vlasim, boemo. Infine Giovanni “il Cieco”. A fine battaglia le piume del suo cimiero saranno trofeo per il principe Eduardo e da allora, e tutt’ora, impresa dei principi di Galles. Sulla coverta del cavallo il leone rosso di Lussemburgo inquarta quello bianco di Boemia. La scenetta propone un ampio repertorio di tipologie di armamento ed equipaggiamento di uomini e cavalli. Figure auto costruite; cavalli di varia derivazione. 54 mm..

 

 

 

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33 a b c – Jean d’Hainaut alla battaglia di Crécy, 1346. Jean d’Hainaut, signore di Beaumont apparteneva alla stessa famiglia di Filippa, moglie del re d’Inghilterra Eduardo III. Jean Froissart nel ricordarlo nel corso della narrazione della battaglia di Crécy cita l’episodio in cui Jean, che vi partecipò accanto al re di Francia, cedette il cavallo nero donatogli da quest’ultimo al suo porta bandiera Thierry de Senzeille. Lo stemma di Jean porta il lambello azzurro di tre pendenti come brisura dei quattro leoni d’Hainaut. Figure auto costruite; il cavallo covertato è un Pegaso, l’altro un Lasset entrambi modificati. 54 mm..

 

 

foto 34 34 – Sir John Carew. Sir John Carew, cavaliere inglese, partecipò alla battaglia di Crécy. Riadattamento di una figura Corso Models. Pittura di Fabrizio Cheli. 54 mm..

 

 

 

 

foto 35 35 – Sir Thomas Dalyngrigge. Sir Thomas Dalyngrigge partecipò alla battaglia di Crécy portando la bandiera di Michael, Lord Poynings (fonte Peter Greenhill). La veste più corta davanti rispetto al dietro, detta cyclas, è attestata dalle fonti iconografiche durante il secondo quarto del XIV secolo. Pezzo unico con uso di materiali Soldiers e Pegaso. 54 mm..

 

 

 

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36 a b – Sir Walter Hopton. Sir Walter Hopton partecipò alla battaglia d Crécy portando la bandiera di William de Clinton, conte di Huntingdon (fonte Peter Greenhill). La frase araldica (blasone) dello stemma Clinton non manca di una sua poetica…….d’Argento caricato di 6 (3,2,1) croci ricrocettate piè ficcato di Nero, al capo d’Azzurro caricato di 2 stelle (5) d’Oro forate di Verde. Figura Pegaso rielaborata con testa dell’autore. 54 mm..

 

 

 

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37 a b – Sir William Hardeshulle. La scenetta rappresenta Sir William Hardeshulle sul campo di Crécy accompagnato dal suo porta bandiera John Basinge (fonte Peter Greenhill). L’aspetto di Sir William, comprensivo dell’ascia a due mani, ha come fonte iconografica di riferimento il così detto Brass Hastings, monumento funerario datato proprio agli anni di Crécy. Hardeshulle: figura della Crécy Model modificata; Basinge: pezzo unico con uso di materiale Tradition. 54 mm.

 

 

 

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38 a b – Sir William de Thorpe. Sir William de Thorpe partecipò alla battaglia di Crécy portando la bandiera di William de Bohun, conte di Northampton (fonte Peter Greenhill). Pezzo unico con parti Tradition ed autocostruite. 54 mm

 

 

 

 

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39 – Edoardo III all'assedio di Calais, 1346-1347.

Durante il XIV secolo in area anglo francese un'insegna di grandi dimensioni definita "stendardo" si aggiunse alla classica bandiera araldica quadrangolare. Tale vessillo era solito sventolare piantata nell'accampamento e non veniva portata in battaglia, pratica quest'ultima che divenne abituale nel corso del secolo successivo. La decorazione dello stendardo contiene un apparato simbolico molto preciso. La croce rossa significa Inghilterra; il blu ed il rosso sono i colori di livrea del sovrano mentre le varie decorazioni in oro sono le così dette "imprese" dello stesso. La frase Dieu et mon droit è il motto della casa regnante inglese. Pezzo in 54 mm. della ditta Crécy Models elaborato.

 

 

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40 a b c d – Le Bon et l'Hardì a Poitiers, 19 settembre 1356.

Giovanni re di Francia attorniato dai suoi fidi tenta un'ultima difesa prima di essere catturato. In piedi da sinistra a destra: Jean de Mortagne, sire de Landas; Giovanni "il Buono" re di Francia; Filippo, comte de Touraine, figlio cadetto del re, poi detto "l'Ardito" e futuro duca di Borgogna; Jean de Bonnin, primo scudiero del re (vedi fig. 40d); fanti della guardia reale. A terra: Grismouton de Chambly; Pierre de Terrail. Figure in 54 mm. autocostruite.

 

 

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41 a b – Cavalieri francesi a Crécy.

Si tratta di Robert V des Bertrands, sire de Briquebec e Luigi II di Savoia-Vaud. Le due figure furono eseguite utilizzando il materiale autocostruito per la realizzazione del diorama di Crécy ed esposte come pezzi singoli a Folkestone. I cavalli nudi sono opera di Andrea Iotti.

 

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